La Legge Mastella, ovvero "Bocche Cucite":
Il Guardasigilli Clemente Mastella, sui primi dubbi sollevati, si affretta a precisare: "Niente carcere per i giornalisti". E aggiungiamo noi: Ci mancherebbe!!
Ma l’aula della Camera stabilisce multe fino a 100mila euro per chi pubblica le intercettazioni e nonostante le parole del Guardasigilli non elimina l’arresto dal codice penale. E questa non è forse qualche cosa di più dell'intimidazione? Chi si può permettere il rischio di dover scegliere fra il raccontare i fatti o pagare 100mila euro o magari andare a fare un giretto in carcere? Tra l'altro, lo stesso carcere che non vedrà mai i soliti volti noti denunciati dallo stesso giornalista...
La cosa che più deve forse preoccupare (almeno per quella che è la politica italiana) è che il disegno di legge viene approvato all’unanimità (447 sì e 7 astenuti) e ora la patata bollente passa al Senato. Ci si domanda per quale ragione, reale, la sinistra, il centro sinistra, il centro destra e la destra siano andate così d'accordo... nessun voto contrario.
Soprattutto impressiona l’estrema sinistra, concorde con questa nuova legge, che ha sempre alzato la voce e protestato contro la Cdl, che a dir loro, "imbavagliava" e "manipolava" l'informazione, ma che alla fine approva un emendamento del governo che prevede multe salate per chi pubblica stralci di intercettazioni telefoniche lecite, o comunque atti di procedimento penale coperti da segreto (fino alla conclusione delle indagini preliminari): da 10mila a 100mila euro.
Si vuole così modificare l'articolo 684 del codice penale che stabiliva, e ancora adesso per fortuna stabilisce, un'ammenda fino a 258 euro. La parte della norma sulla pena detentiva non viene modificata e prevede l'arresto fino a 30 giorni. (Ma il Guardasigilli non aveva annunciato: Niente carcere per i giornalisti?)
Abbiamo sempre auspicato un maggior rispetto della privacy, del rispetto del codice deontologico dei giornalisti e diciamo anche delle regole non scritte dell'inutile "caccia alle streghe", ma a nostro parere, con questa nuova legge, si otterrà solo l'effetto di imbavagliare ulteriormente la parte sana del giornalismo, quella che non partecipa ai giochi di potere e che cerca a dispetto di tutto e di tutti di far conoscere al cittadino cosa accade in realtà nella nostra società.
Pensate a tutti i nostri moderni scandali: Calciopoli, Vallettopoli, Intercettopoli, Bancopoli.
Tutti gli scandali degli ultimi periodi che hanno permesso l'allontanamento di taluni personaggi che altrimenti sarebbero rimasti al loro posto fino al processo (momento nel quale finalmente si potrà dare la notizia giornalistica).
Avremmo quindi i vari Fiorani, Moggi, Corona e compagnia bella al loro posto. Non sarebbe cambiato nulla e avremmo vissuto nell'ignoranza completa.
Se questa è l'informazione che ci vogliono dare, o meglio non-dare, preferiamo quella vecchia!
Vogliamo essere informati dei probabili pedofili che si aggirano nei nostri quartieri o nelle nostre città, ma non per bandirli, ma per avere almeno un occhio di riguardo. Il processo stabilirà la loro eventuale colpevolezza. MA ABBIAMO IL DIRITTO DI SAPERE!
Abbiamo il diritto di sapere se il campionato di calcio è falsato o no, vogliamo sapere se le banche ci stanno rubando i soldi, VOGLIAMO SAPERE!
La notizia, ripetiamo, non é segreta a livello assoluto, ma è solo vietato pubblicarla: i giornalisti che ne vengono a conoscenza, non possono, semplicemente e in maniera molto triste, più raccontarla. E' vietata la pubblicazione, anche solo nel contenuto, di intercettazioni e tabulati telefonici, e ribadiamolo ancora, “anche se non più coperti da segreto”! E se non c'è più il segreto, se non c'è più il rischio per le indagini, perchè non se ne può parlare?
Ma in realtà non rimangono di certo segreti, qualcuno le conosce le notizie, ad es. i giornalisti, gli avvocati, i magistrati, i politici, chi detiene il potere, ma la gente comune, quelle che solitamente sono le vittime dei fatti non più raccontabili non li devono sapere.
Perchè solo la gente non deve sapere? Forse ci dimentichiamo del dossier su calciopoli ben conservato nel cassetto di Carraro e rispolverato a distanza di mesi solo perchè la notizia era diventata pubblica per via di qualche giornalista che l'ha raccontata??
Ma, soprattutto, come mai i MEDIA non si lamentano? non lo raccontano? non ci rendono partecipi di questo pericolo?
Solo pochi giornalisti coraggiosi hanno affrontato il problema. E gli altri?
sabato 26 maggio 2007
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1 commento:
Congratulazioni, per questo Blog, l'ho scoperto per caso, ma devo dirti che hai profondamente ragione sul fatto che dietro ogni notizia vi sia sempre una verità che è scomoda raccontare. Ci illudiamo di vivere in libertà, ma questi ultimi mesi ci hanno apero gli occhi su come tutto sia virtuale e ipocrita con buona pace di noi Ignoranti.
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