Oggi la Seconda sezione penale della Cassazione, ultimo grado dell'annosa e spinosa questione doping Juventus, ha disposto che quello perpetuato da Giraudo e Agricola venga considerato reato e ricada sotto la fattispecie della frode sportiva. Ciò non comporta pene per gli interessati, in quanto è già sopraggiunta la prescrizione (e di questo non ce ne meravigliamo affatto).Ma in parole povere cosa ha detto la Cassazione?
Per rispondere in maniera corretta conviene ripercorrere le tappe della vicenda:
Fine luglio del '98, Zdenek Zeman dichiara all'Espresso che il calcio era finito in farmacia. Dichiara che se ne abusa sempre di più e lancia qualche sassolino nello stagno: “la muscolatura di Del Piero e Vialli” ecc…
Gli diedero del pazzo, del calunniatore, del visionario, Alessandro Del Piero, non più tardi di ieri, lanciava frecciate avvelenate a Zeman, assicurava di non aver messo su peso, al max 1,5 Kg (ma qualcuno gli spieghi che non c'è sempre correlazione fra doping e aumento di peso) ribadiva che è più agile e che lui è pulito (a onor del vero anche Moggi dice le stesse cose).
Comunque all'epoca dei fatti tutti assicurarono che: "nel mondo del pallone il doping non esiste". Poi si capì che avevano ragione, ma solo perchè non lo cercavano, per questo - ufficialmente - non esisteva.
Si scoprì, infatti, che l'organo preposto a ricercarlo, il famoso laboratorio Coni dell'Acqua Acetosa in realtà non cercava nulla e fu chiuso. Ora, per la prima volta nella storia del calcio italiano (e non solo), una società viene condannata per doping. E non è una qualsiasi, è una delle più importanti società al mondo, la più importante d'Italia: la Juventus.
Infatti, il primo grado di giudizio:
termina con l'assoluzione dell''amministratore delegato bianconero Antonio Giraudo e la condanna al capo dello staff medico Riccardo Agricola. Viene sostanzialmente confermato il cuore dell'accusa, sostenuta dal procuratore aggiunto Raffaele Guariniello e dai suoi sostituti Sara Panelli e Gianfranco Colace, che i quegli anni venivano additati come Guido Rossi e Borrelli negli ultimi periodi (strane coincidenze, tutto il mondo contro, nessuno a favore). L'accusa principale intorno a cui sono ruotati questi anni di indagini, udienza preliminare e dibattimento era la frode sportiva mediante "somministrazione sistematica di eritropoietina" (la famigerata e vietatissima Epo) e mediante l'abuso di farmaci su atleti sani.
Quando eravamo piccoli ci veniva insegnato che lo sport faceva bene alla salute, che chi pratica sport vive meglio, ed invece scopriamo che calciatori prefessionisti, atleti al 100% avevano un bisogno continuo e costante di medicinali. All’improvviso apprendiamo che la Juventus aveva nei suoi armadietti un numero di farmaci degno di un ospedale.
Per fortuna i vari giocatori della Juventus interpellati all'epoca ci tranquillizzarono dichiarando al giudice di aver assunto solo vitamine e aminoacidi per i muscoli.
I medici e dirigenti della Juventus hanno anche dichiarato che tali assunzioni venivano indicate come terapie ricostituenti in casi di superlavoro (si gioca la domenica, il martedì, il mercoledì, con la nazionale, etc…). Ma, dai dati incrociati dell'accusa, risulta che prima di scendere in campo molti prendevano regolarmente non solo integratori, ma anche cocktail di farmaci. Stanchi o riposati che fossero.
E i media in tutto questo? Chi può dire di aver avuto un’informazione puntuale e dettagliata circa questa vicenda? I quotidiani, sportivi e no, hanno relegato le notizie su questo processo in spazi marginali incentrando le cronache sugli amori tra atleti e veline, calciomercato e scudetti di cartone o coppe illegali.
L’Appello:
L' uso di farmaci è ''un fenomeno certamente deprecabile sotto il profilo sportivo'', ma in ogni caso non costituisce reato, nemmeno dal punto di vista della somministrazione pericolosa: è quanto afferma la Corte d'Appello nelle motivazioni della sentenza di assoluzione per i vertici della Juventus dall' accusa di doping. La legge del 1989 che diede origine al processo per frode sportiva nei confronti dell'amministratore delegato della Juventus Antonio Giraudo e del medico sociale Riccardo Agricola, non poteva essere applicata. La legge era stata emanata per reprimere le scommesse clandestine e non poteva essere applicata in un ambito come quello del doping che all'epoca non era previsto come reato. La legge in merito è stata infatti varata solo nel 2000. I giudici non hanno comunque ritenuto probante la perizia medica sul presunto uso di eritropoietina (Epo), di cui per altro non c' è prova dell' acquisto.
Il 14 dicembre 2005 il medico della Juventus Riccardo Agricola e l'amministratore delegato Antonio Giraudo sono assolti dall'accusa di frode sportiva al processo d'appello. I giudici hanno ritenuto che non si potesse applicare la legge 401 del 1989 (la frode sportiva) per l'uso di farmaci alla Juventus. La corte ha stabilito che il fatto non è previsto dalla legge come reato. Quanto all'uso di Epo, il fatto non sussiste. L'accusa aveva chiesto tre anni e due mesi di reclusione più 2500 euro per Agricola e due anni e 3800 euro per Giraudo.
La procura di Torino, ovviamente e ricorsa in Cassazione:
Il 31 Marzo 2007 la Cassazione ha annullato la sentenza d'appello che dichiarava non applicabile al doping la legge 409/1991 sulla frode sportiva; ha stabilito che avevano ragione il pg Caselli e il pm Guariniello a ricorrere contro l'assoluzione; e ha affermato che il danno fatto dalla Corte d'appello è ormai irreparabile, perché scatterà la prescrizione. Naturalmente la cosiddetta Signora del Calcio s'è ben guardata dal rinunciare - com'era suo diritto, e forse suo dovere dinanzi agli sportivi di tutto il mondo - alla prescrizione, per essere assolta nel merito. Alla prescrizione si può sempre rinunciare, è un proprio diritto, soprattutto se si vuole uscire con la faccia completamente pulita, ma per rinunciare conviene sempre avere la certezza di essere "innocenti". Va detto che la Cassazione ha contribuito, e non poco, a far decorrere i termini: la II sezione ha covato il processo Juve per un anno, ha fissato l'udienza per il 16 gennaio 2007, ma ha dimenticato di avvisare un avvocato (su quattro), così l'udienza è slittata al 29 marzo (due giorni prima della scadenza dei termini), poi il presidente della II sezione s'è accorto, dopo un anno, che forse era competente e le ha trasmesso il fascicolo, dopodiché ha cambiato idea, se l'è ripreso e finalmente è arrivata la sentenza. Forse, con qualche sforzo in più, si sarebbe potuto celebrare anche il nuovo appello.
Solitamente, se una sentenza riforma in peggio la precedente, sostituendo l'assoluzione con la prescrizione, vuol dire che il reato è accertato: l'imputato è colpevole, anche se non più punibile.
In questo caso, il dottor Riccardo Agricola, tuttora capo dello staff medico bianconero, e Antonio Giraudo, ex amministratore delegato, hanno commesso il reato di frode sportiva dopando i giocatori e alterando i risultati delle gare della Juventus. Hanno vinto col trucco nelle stagioni tra il 1994 e il ‘98. Se i giudici di appello avessero adottato la corretta interpretazione della Cassazione, oggi parleremmo di condanne definitive. Insomma avevano ragione Zeman, Guariniello e i suoi consulenti (tra i quali il professor Gianmartino Benzi, illustre farmacologo scomparso da poco), e il giudice Casalbore che in primo grado condannò Agricola e assolse Giraudo per insufficienza di prove.
Se i supremi giudici non hanno annullato anche l'assoluzione per l'uso di Epo, è solo perché avrebbero dovuto entrare nel merito del verdetto d'appello che giudicava insufficiente la perizia D'Onofrio, e questo il giudice della Corte di Cassazione, che può solo emettere giudizi di legittimità e non di merito, non può farlo. Dopo una sentenza del genere, il dottor Agricola dovrebbe andare a nascondersi per sempre, la Juventus dovrebbe allontanarlo e il suo ordine professionale dovrebbe esaminare attentamente la sua compatibilità con il giuramento di Ippocrate (la «giustizia» del Coni ha fatto melina per 8 anni, per garantirgli la prescrizione). Così ora la Juventus tripudia perché «vengono riconosciute al dr. Agricola moralità e qualità professionali». Agricola canta vittoria dopo la sconfitta. I legali bianconeri esultano per il processo perso fingendo di averlo vinto («un grande successo dopo anni di gogna mediatìca»).
Ma si dovrebbe ricordare,soprattutto, che l'errore giudiziario non è solo la condanna dell'innocente, ma anche l'assoluzione del colpevole.

2 commenti:
Concordo. La Juve dovrebbe solo vergognarsi!
DOPATI!!
Sei un ignorante, ma tu posti notizie del genere su un blog senza sapere un cazzo?
Agricola è stato condannato per somministrazione di FARMACI e non per somministrazione di epo, dato che il fatto non sussiste dato che non c'è nessunissima prova.
Agricola è stato condannato per frode sportiva per somministrazione di FARMACI ( non epo, dato che come ho detto prima, non si hanno prove dell'assunzione di epo) perchè secondo la cassazione somministrare farmaci ad atleti sani ( quindi parliamo di quasi qualsiasi cosa) è considerato reato. In definitiva Agricola è accusato di frode sportiva per somministrazione di farmaci ma non di anabolizzanti.
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