venerdì 20 luglio 2007

SCONVOLGENTI DICHIARAZIONI DI TUDOR

Tudor: "La Juve, il paradiso dei senza cuore" Su gentile concessione di Hic Sunt Leones

Mercoledì, 18 Luglio 2007

(dal sito HSL, Hic Sunt Leones, riceviamo e volentieri pubblichiamo)

Igor Tudor senza freni. Dal ritiro di Marburg, il neo acquisto dell'Hajduk Spalato rilascia dichiarazioni velenosissime contro l'ambiente bianconero: "La Juve? Lì ho imparato a conoscere un professionismo brutale, senza cuore. Quando giochi e sei bravo, sono tutti at­torno a te. Ma quando non giochi oppure sei in lista di cessione, non ti considerano più. Io ero presente e ho visto al­cuni giocatori mitici degli ultimi anni come Antonio Conte e Paolo Montero che se ne sono andati senza ricevere nean­che un saluto o un grazie dalla società. La Juve è come una macchina. Pensano ed inducono solo a distruggere gli avversari. Non esiste lo spirito sportivo alla Juve. Non c'è pensiero che a vincere. L'ambiente non conta niente e anche alcuni dirigenti sono trattati come numeri: pensate a tutta la vicenda di Pessotto. Fra i giocatori non ci sono amicizie. Solo fra gli ita­liani c'è un po' più di riguardo reciproco, ma nulla di particolare, tutti si guardano come nemici. È un ambiente schifoso durante e dopo l'epoca di Moggi. L'u­nica cosa che conta è l'allenamento, la partita da vincere a tutti costi senza riguardi per regole, avversari e compagni di squadra. L'allenatore perfetto per la Juve era Capello, un essere senza cuore nel petto. Quello che dico è provato dal fatto che, dopo partite ed allenamenti, ognuno va a casa da solo, per conto suo. Quello non è calcio, non è vivere, non è niente. Da un certo punto di vista credo di aver bruciato i miei anni migliori per una società che non li meritava. Qui da noi è molto diverso, spesso ci ritroviamo in casa di qualcuno, al bar o al ristorante, l'ambiente è molto cordiale e, anzi, è raro che qualcuno dopo la gara vada subito a casa da solo. Siamo una squadra di amici. Qui c'è cuore, alla Juve contano solo i soldi e mi pare che i casi Trezeguet e Nedved lo abbiano ampiamente dimostrato a tutti. E l'attuale dirigenza non è certo migliore della precedente...".

giovedì 19 luglio 2007

TRATTO DA WWW.PAOLOZILIANI.IT

Il sacro terrore di un nuovo processo alla Juve

Mentre la Procura di Napoli critica le condanne ridicole della giustizia sportiva, parla di una Cupola che imperversava da anni e di un Moggi taroccatore anche nel 2005-2006, la parola d'ordine è: "Facciamo finta di niente!"

Cobolli Gigli, presidente della Juve del Nuovo CorsoCobolli Gigli, presidente della Juve del Nuovo Corso
Sabato, 14 Luglio 2007

Incredibile ma vero: col tacito assenso di tutti, nel pianeta-calcio è in atto una vera e propria riscrittura del codice di giustizia sportiva. Il principio ispiratore è: “Mai più sanzioni per i fatti di Calciopoli”. Mentre i sostituti procuratori napoletani, Narducci e Beatrice, si rendono protagonisti dei seguenti accadimenti: 1) proposta di rinvio a giudizio per 37 personaggi (molti dei quali eccellenti) del calcio italiano, la maggior parte dei quali accusati di “associazione a delinquere”; 2) invito rivolto all'Ufficio Inchieste ad indagare sui nuovi, scottanti documenti emersi dalla loro indagine e subito messi a disposizione di Borrelli; 3) aperta critica delle sentenze all'acqua di rose con cui la giustizia sportiva ha chiuso i suoi processi di calciopoli, celebrati nell'estate 2006; 4) la convinzione raggiunta, e apertamente espressa, che la Cupola di malaffare facente capo ai 6 personaggi dell'Ave Maria (leggi: Moggi, Giraudo, Mazzini, Bergamo, Pairetto e De Santis) abbia taroccato non uno, ma un numero assai superiore di campionati; mentre tutto questo accade, dicevamo, il calcio italiano fa quadrato, chiama tutti a raccolta e col soccorso di tutte le sue componenti – Palazzo, club, addetti ai lavori, mass-media – si riscopre Monolite. Non scalfibile. Inattaccabile.

Ora che lo choc della Juventus in B è superato; ora che Nostra Signora è rientrata a corte accompagnata – nientemeno – che da due paggi d'eccellenza come Napoli e Genoa; ora che il Paese del Bengodi è pronto a riaprire i battenti, non sia mai che arrivi qualcuno a rovinare questa ritrovata aria di festa. Le salamelle stanno sfrigolando sulla griglia come nemmeno alla più riuscita Festa dell'Unità. E la gente aspetta solo di sentirselo dire: “Che la festa cominci!”.

E allora? E allora niente paura! Ci sono due giudici che riaffermano l'immagine di un mondo del calcio marcio dal tetto alle fondamenta, due giudici che dicono, chiaro e tondo, che la Premiata Ditta “Moggi & Company” ha truccato le carte del calcio per chissà quanti anni, ben prima della stagione 2004-2005 e con sforo – già accertato – nella stagione 2005-2006? Okay, l'importante è non perdere la calma. E stupire la gente con piroette ed effetti speciali.

Prendete la “Gazzetta dello Sport”: che per tutti è – da sempre - la Bibbia dell'appassionato. Per l'appunto. All'indomani delle 37 richieste di rinvio a giudizio della Procura di Napoli, in un articolo a firma del vicedirettore Ruggiero Palombo (il primo a scrivere – il 22 aprile del 2006 – che sul calcio italiano stava per abbattersi il ciclone dello scandalo-Calciopoli), a pagina 2 si legge testualmente: “Sul fronte della giustizia sportiva la questione arbitrale resta predominante perché c'è un campionato da salvaguardare. Il prossimo. Juventus, Fiorentina, Reggina, Milan e Lazio hanno già pagato il loro prezzo e questa estate dovrebbe toccare (penalizzazione in serie B) al Messina. Altri capitoli e altri campionati, complici le utenze riservate che Moggi ha continuato a dispensare fino alla primavera del 2006, finiranno presto o tardi sotto la lente dei magistrati napoletani, ma questo potrà al massimo coinvolgere uomini (arbitri e dintorni) e non club”.

Per chi non avesse capito: secondo la Gazzetta, anche se la Procura di Napoli ha appurato che Moggi ha inquinato, oltre al campionato 2004-2005, anche il campionato 2005-2006, distribuendo ai suoi affiliati – designatori, arbitri, dirigenti federali, addetti ai lavori - schede telefoniche non più svizzere, ma del Liechtenstein - perché meno facilmente intercettabili - di fatto alterando la regolarità di un'altra stagione, la sola conseguenza che potrebbe derivarne, dopo un eventuale processo sportivo, è la condanna di “uomini (arbitri e dintorni), e non di club”. Frase che citiamo testualmente. Domanda: perché? Hanno forse riscritto il codice di giustizia senza avvisare? Strano. Fino a ieri ci avevano detto che la sanzioni inflitte a club e tesserati per gli orrori della stagione 2004-2005 non sarebbero stati rivisti anche in caso di emersione di nuovi orrori commessi nella stessa stagione: questo perché le condanne inflitte a Moggi e alla Juventus, a tesserati e club coinvolti, dovevano ritenersi sanzione cumulativa di un modo di agire illecito protrattosi, in vario modo, nell'arco di un'intera stagione.

Molto bene. Ma il 2005-2006? Come direbbe Di Pietro: che ci azzecca il campionato 2005-2006 col campionato 2004-2005? Per capirci: Mettiamo il caso di un uomo condannato per omicidio, poniamo a 30 anni, perché ha ucciso – per l'appunto – un'altra persona. A processo concluso, e a sentenza emessa, si scopre che quest'uomo non è un semplice assassino, ma un serial killer; e che di persone non ne ha uccise solo una, ma diverse: ammettiamo 6 o 7. Secondo voi, che fa la giustizia? Non lo porta più alla sbarra perché sul suo conto è già stato celebrato un processo ed è già stata emessa una condanna? E le nuove vittime? E i famigliari delle nuove vittime? Converrete anche voi che se non siamo nel Paese delle Banane, l'omicida verrà portato in aula, una seconda volta, per rispondere dei nuovi crimini e sottoporsi a un nuovo giudizio. E ci mancherebbe altro: non siete d'accordo?

Questo in un paese serio. Ma il pianeta-calcio, si sa, è un carrozzone fatto a modo suo. E a bordo di questo sgangherato carrozzone, dove si viaggia sempre in gita-premio, può capitare appunto di leggere, sul più autorevole foglio sportivo, che sì, è vero, Moggi forse ha falsato un altro campionato, il 2005-2006, che è stato quindi – al pari del 2004-2005 - un Grande Tarocco. Ma niente paura: i club non subiranno conseguenze. Perché? Non si sa. C'è un motivo? Non importa. Hanno riscritto le regole. No. E allora? E allora va bene così.

Mica male, non vi sembra? Per gli adoratori del Monolite, insomma, l'importante è che la Grande Festa del ritorno della Juve in serie A non subisca intoppi, non subisca ritardi. E se Narducci e Beatrice, i piemme della Procura di Napoli, escono allo scoperto criticando duramente le sentenze “annacquate” della giustizia sportiva, sempre la “Gazzetta dello Sport”, e sempre Ruggiero Palombo (giornale di sabato, pagina 6) sono già lì, pronti a bacchettarli, e a puntualizzare: “Purchè non si voglia pensare alla Juventus in C2 e alla serie B per tutti gli altri club coinvolti. Col palese rischio di buttare via, insieme all'acqua sporca, anche il bambino”.

E allora okay, teniamoci il bambino. Ma non spaventiamoci se poi, come in “Rosemary's baby”, alla fine si scopre che il pupo era - nientemeno - che il figlio di Satana.

(P.S. Come diceva Celentano: “Si fece una grande festa / da fare girar la testa / si fecero dei banchetti / scoppiarono i mortaretti / per tutti ci fu un sorriso / che giorni di paradiso...”)

giovedì 12 luglio 2007

STRATEGIA FALLITA IN CASA ROMA

Nel nostro precedente Post avevamo già parlato del detto "Chi troppo vuole nulla stringe".
Ora possiamo dire che i detti popolari hanno sempre ragione!
La Roma si ritrova con Chivu in ritiro dopo aver già comprato Juan e con tutto l'ambiente giallorosso contro, in scadenza di contratto e senza soldi.
Il quadro sembra davvero poco incoraggiante.
Ma noi lo avevamo anticipato. La Roma aveva sicuramente il diritto (dettato dalla necessità di incassare soldi) di fissare un prezzo per il cartellino del giocatore. Ma come tutti sanno, dopo la sentenza Bosman, il potere contrattuale in ambito Uefa e Fifa è cambiato. Ora il potere passa in mano ai calciatori, che in quanto lavoratori, possono decidere (insieme alle società, ma anche senza) il loro futuro. Quindi perchè calcare la mano? Perchè impuntarsi su una questione di qualche milione di euro? Ora invece di incassarne 15, la Roma potrebbe non incassarne, anzi, si vedrebbe costretta a pagare lo stipendio di Chivu dopo aver comprato il suo sostituto (Juan) e soprattutto dopo aver alimentato l'astio nei suoi confronti da parte della stessa tifoseria giallorossa.
Ultimo, anche se primario problema: Senza i soldi della cessione di Chivu, il mercato della Roma si ferma qui?

LA JUVE DI COBOLLI COME L'INTER DI MORATTI

CHE QUALCUNO FERMI LA NUOVA DIRIGENZA JUVENTINA!!!
Se la storia insegna e serve da monito, qualcuno fermi gli uomini mercato Juve!
Spiegategli cosa ha fatto Moratti nei primi anni di Inter, spiegategli che ha comprato tanti nuovi giocatori in un colpo solo, spiegategli cosa ha vinto!!!! NULLA!
Il mercato va fatto con inteligenza, ma anche con prudenza. Non si costruisce una squadra vincente in una sola campagna acquisti, rivoluzionando completamente difesa, centrocampo e parzialmente attacco...
Sappiamo della voglia dei tifosi juventini di competere al più presto per lo scudetto, ma così si rischia solo di fare una stagione di assestamento. Perchè è inevitabile. Troppi cambiamenti comportano un necessario lasso di tempo per il rodaggio.
Ripetiamo, dopo gli ultimi proclami di nuovi acquisti della dirigenza juventina: FERMATELI!


p.s.: Ci permettiano solo un'ultima considerazione sulle dichiarazioni di Blanc sul teorico disturbo dell'Inter su Nedved. Risulta che sia stato il procuratore dello stesso giocatore a contattare l'Inter per sondare il terreno... ma a parte questo... si è già scordato che qualche giorno fa hanno contattato Burdisso (giocatore sotto contratto dell'Inter) senza aver interpellato prima la dirigenza interista per proporgli di andare da loro??
Che almeno si abbia la decenza di tacere.
Sappiamo tutti che il mercato è fatto così... ma scagliare la pietra contro altri, quando per primi si commette il peccato...

mercoledì 11 luglio 2007

MAGISTRATI SPIATI E SCHEDATI

DA http://today.reuters.it
ROMA (Reuters) - Il governo presieduto da Silvio Berlusconi non ha mai chiesto di operare controlli su nessuna delle persone indicate nell'archivio scoperto nell'ufficio del Sismi di via Nazionale a Roma, che secondo il Csm sarebbe stato realizzato dall'intelligence italiana e non da un suo settore deviato.
A sottolinearlo oggi è lo stesso ex presidente del Consiglio Berlusconi, che in una nota precisa che Palazzo Chigi non era a conoscenza di alcuna attività di monitoraggio, minacciando possibili querele contro chi su questo punto sosterrà il contrario.
Ma esponenti dell'attuale governo, a cominciare dal vicepremier Massimo D'Alema lo incalzano, sostengono che a questo punto è necessario istituire una commissione parlamentare d'inchiesta.
"Né io, né tantomeno il governo da me presieduto, né direttamente né indirettamente ha mai dato indicazioni a chicchessia di operare schedature, monitoraggi, controlli o quant'altro nei confronti dei soggetti indicati nella documentazione sequestrata al dr. Pompa", spiega nella nota il leader di Forza Italia, in riferimento a Pio Pompa -- braccio destro dell'ex-direttore del Sismi Nicolò Pollari -- responsabile dell'archivio.
Lo stesso Pompa, accusato insieme a Pollari di peculato e possesso di notizie riservate, ha detto nei giorni scorsi che l'archivio era suo personale e derivava da fonti aperte.
Oggi, il ministro della Giustizia Clemente Mastella e quello delle Infrastrutture Antonio Di Pietro oggi hanno auspicato l'istituzione di una commissione d'inchiesta per fare chiarezza sulla questione.
In serata si è unito a loro D'Alema che, parlando alla Festa dell'Unità ha detto: "Non voglio lanciare accuse al precedente governo, però, certo, durante il precedente governo sono successe tante cose strane. E' una coincidenza?"
Berlusconi ha difeso il Sismi e il generale Pollari, "a cui non posso che rinnovare la totale ed incondizionata stima e fiducia, hanno sempre agito con assoluta correttezza e lealtà nel rispetto della legge e dei principi costituzionali".
Certo è, prosegue l'ex-premier nella nota con riferimento ai dossier "che la Presidenza del Consiglio mai è stata posta a conoscenza di tale attività. Di talché qualsiasi illazione o contraria indicazione sul punto non potrà che trovare una ferma risposta con conseguenti azioni giudiziarie in tutte le sedi competenti".
In una risoluzione approvata mercoledì scorso all'unanimità, il Consiglio superiore della magistratura sostiene che fu il Sismi di Pollari, e non un settore deviato dei servizi, a spiare tra il 2001 e il 2006 una serie di magistrati italiani ed europei e le associazioni di riferimento nell'ambito di un progetto che puntava a garantire la stabilità del governo Berlusconi.
Pollari ha respinto le accuse sostenendo che il Sismi non ha mai svolto attività non consentite.
Oggi, il ministro della Difesa Arturo Parisi ha convocato l'attuale direttore del Sismi Bruno Branciforte per fare il punto sul caso.


CERTO, POSSIAMO CREDERE A QUELLO CHE CI RACCONTA BERLUSCONI, OPPURE POSSIAMO PENSARE CHE NON POTEVA NON SAPERE.
OVVERO APPLICARE LO STESSO PRINCIPIO CHE SBANDIERIAMO TUTTI I GIORNI SUI CASI TELECOM (TRONCHETTI E QUINDI L'INTER NON POTEVANO NON SAPERE), SULLA CONDANNA DI GALLIANI (NON POTEVA NON SAPERE CIO' CHE FACEVA MEANI), SU CARRARO ECC...

STRANO PERO' CHE PROPRIO DURANTE IL GOVERNO BERLUSCONI (L'UOMO CHE PIU' DI CHIUNQUE ALTRO SI E' SCAGLIATO CONTRO I MAGISTRATI) SI SIA AVVAIATA L'OPERA DI SPIONAGGIO AI DANNI DEGLI STESSI...

FINO A PROVA CONTRARIA (PRINCIPIO CHE VALE PER TUTTI) , SIAMO TUTTI INNOCENTI... VEDREMO GLI SVILUPPI DELLA VICENDA

CALCIO, MOGGI: COLLINA NON PUO' FARE IL DESIGNATORE

Ogni tanto, quando non parla dei suoi affari, il buon Luciano Moggi dimostra ancora di capirne di Calcio e del sistema Calcio.
Luciano Moggi è infatti contrario alla nomina di Pierluigi Collina a designatore arbitrale. "L'ho sempre ritenuto un ottimo arbitro, ma non credo che possa assolutamente essere il designatore per la prossima stagione, perché ci sono intercettazioni telefoniche tra lui e dirigenti delle società di calcio"
Ma come si fa ad accettare l'idea di Collina designatore?
Ci siamo già scordati del perchè l'illustre fischietto si è dovuto ritirare con 1 anno di anticipo?
Noi no. Infatti non ha voluto rinunciare ad essere testimonial dello sponsor del Milan.
Ci siamo scordati delle intercettazioni?
Noi no. Infatti parlava con Meani di fantomatici incontri segreti da tenere con Galliani. (Strano, sempre il Milan...)

Si vuole un calcio pulito, un calcio senza sospetti, un calcio senza veleni e chi si rivede? sempre le solite facce... Abete, Matarrese, Collina...
Riflette gente, Riflettete...

martedì 10 luglio 2007

IL BLUFF DELLA ROMA PER CHIVU

Si sospettava già da diverso tempo, ma ora se ne ha la certezza. La Roma ha sperato fino all'ultimo momento di bluffare come si fa a poker... Peccato che ritiratisi i vari giocatori (in ordine: Barcellona, Inter e Real Madrid), ora la Roma si trova con la patata bollente nelle mani.
E' in questa circostanza che tornano sempre utili i detti popolari ed in questa occasione il detto: "Chi troppo vuole, nulla stringe" pare sintetizzare nella maniera più limpida possibile la situazione della Roma.
Si legge da più parti (a dire il vero sono quasi tutte le testate giornalistiche romane e le varie radio che vivono di queste polemiche) che il prezzo lo fissa la Roma e se una società offre di meno (in questo caso l'Inter) è da definire "delinquente"!
Ci permettiamo un paio di riflessioni:
1) Il prezzo di mercato, così come il padre dell'economia moderna Keynes ci ha insegnato, è dato dall'incrocio della domanda con l'offerta. Infatti non stiamo parlando di un giocatore dichiarato inamovibile la cui società ha fissato una clausola rescissoria, ma di un calciatore messo dichiaratamente sul mercato;
2) Se l'offerta proveniente dalle altre società (Barcellona, Inter) non soddisfa, non c'è l'obbligo della vendita forzata. Il giocatore, tramite i suoi procuratori, ha dichiarato di voler onorare il suo ultimo anno di contratto con la Roma;
3) Se la società Roma si è trovata con un giocatore con il contratto in scadenza e non è riuscita a rinnovargli il contratto, non può prendersela con le altre società... è ben risaputo che nel mercato odierno certi rinnovi vanno fatti prima di arrivare alla scadenza, altrimenti il potere passa direttamente in mano al calciatore;
4) Era già successo qualche anno fa, per la vicenda Emerson, che la Roma si sia fatta appoggiare dal Real per cercare di far salire l'offerta della Juve... sappiamo tutti com'è finita...
Certo, non è condivisibile il comportamento di Emerson che si è dato addiritura malato per non andare in ritiro con la Roma e farsi vendere alla Juve, ma era stra-noto, che la dirigenza del Real non aveva un reale interesse per Emerson. Il giocatore si è trasferito successivamente al Real tramite Capello, ma non è mai rientrato nella strategia Real, che pensa già a sostituirlo.
5) Guarda caso, anche quest'anno per la vendita di Chivu, il Real ha proposto l'identica cifra che la Roma voleva monetizzare (strana coincidenza), tranne poi ritirarsi dopo qualche giorno (visto l'immobilismo dell'Inter rischiava di doverlo comprare veramente se il giocatore alla fine avesse accettato) per spenderne quasi il doppio per il difensore Pepe.
6) E' partita l'ennesima campagna di moralizzazione dei media corrotti... ora tutti a scagliarsi contro il fantomatico accordo verbale fra l'Inter e Chivu. Qui, scusate, ma si entra nel paradossale. Quale società sprovveduta comprerebbe un giocatore senza averlo mai interpellato prima sulla sua eventuale disponibilità al trasferimento, senza aver almeno proposto in linea teorica un progetto tecnico-tattico-economico? Vi rispondiamo noi: Nessuna.
Neanche la Roma compra i giocatori senza averli prima sentiti.
Il Real Madrid andrebbe radiato dal calcio mondiale perchè parla con Kakà?
E il Milan che contatta Ronaldinho, Shevchenko, Eto'o, Pato?
La Roma cosa ha fatto per Mexes? lo ha addirittura "rapito" dalla propria società...
Juan è stato interpellato solo dopo che le società si son messe d'accordo? Assolutamete no...
7) L'unica verità è che il bluff della Roma è stato scoperto. Non è realistico valutare un giocatore messo sul mercato dalla propria società e che fra 6 mesi si svincola gratis ben 18 milioni di euro!
Poi, se qualcuno è talmente pazzo da offrirli, ben per la Roma. Ma che non si venga a dire che 7/8 milioni non siano più che sufficienti.

Altrimenti ritorniamo al discorso delle plusvalenze. perchè valutare un calciatore una cifra al di fuori del real prezzo di mercato, per i fautori della teoria sulla "plusvalenze" è reato.
Noi rimaniamo fermi sulle nostre convinzioni, ovvero che per definire un prezzo del cartellino non esiste una scienza esatta. Ma ci piacerebe vedere gli stessi critici delle plusvalenze redimersi sulla quotazione di Chivu. Perchè se la Roma è libera di stabilire il prezzo del suo cartellino, perchè Inter e milan non potevano per i giocatori che si vendevano fra di loro?

Ma allora perchè tutta questa disinformazione? Perchè tutto questo accanimento?
Ovvio. Ci sono ancora i postumi di calciopoli. Ogni giorno si cerca di tirare in mezzo la società Inter in vicende al dir poco paradossali come questa o le plusvalenze, dimenticandosi contemporaneamente che mentre per l'Inter si parla di "ipotesi", per molte altre società sono certezze (vedi juve, milan, roma, lazio già sotto processo per le plusvalenze).
Come abbiamo già detto, se qualcuno è colpevole, deve pagare. Ma deve pagare in maniera proporzionata al reato.
Non si può dare l'ergastolo al bimbo che ruba la caramella e all'assasino.

Questa caccia alle streghe fatta soprattutto da chi ne è uscito parecchio male dalla vicenda Calciopoli non ci stupisce. Tuttosport (già pessimo giornale prima dello scandalo è diventata la barzelletta nazionale), pseudo o ex giornalisti come Franco Melli (sospeso per lo scandalo calciopoli) è sempre in prima linea, senza dimenticare i vari Moggi, Pairetto, Bergamo, De Santis... (quanti "mangiavano" con quel sistema? quanti giornalisti hanno visto diminuire i loro introiti? basterebbe riflettere su questo)
Ci stupisce, invece, come tifosi o cittadini che sicuramente l'inteligenza la possiedono e non la mettono al servizio dei soldi sporchi e facili del mondo del calcio, possano seguire questi vaneggiamenti...