DA http://today.reuters.it
ROMA (Reuters) - Il governo presieduto da Silvio Berlusconi non ha mai chiesto di operare controlli su nessuna delle persone indicate nell'archivio scoperto nell'ufficio del Sismi di via Nazionale a Roma, che secondo il Csm sarebbe stato realizzato dall'intelligence italiana e non da un suo settore deviato.
A sottolinearlo oggi è lo stesso ex presidente del Consiglio Berlusconi, che in una nota precisa che Palazzo Chigi non era a conoscenza di alcuna attività di monitoraggio, minacciando possibili querele contro chi su questo punto sosterrà il contrario.
Ma esponenti dell'attuale governo, a cominciare dal vicepremier Massimo D'Alema lo incalzano, sostengono che a questo punto è necessario istituire una commissione parlamentare d'inchiesta.
"Né io, né tantomeno il governo da me presieduto, né direttamente né indirettamente ha mai dato indicazioni a chicchessia di operare schedature, monitoraggi, controlli o quant'altro nei confronti dei soggetti indicati nella documentazione sequestrata al dr. Pompa", spiega nella nota il leader di Forza Italia, in riferimento a Pio Pompa -- braccio destro dell'ex-direttore del Sismi Nicolò Pollari -- responsabile dell'archivio.
Lo stesso Pompa, accusato insieme a Pollari di peculato e possesso di notizie riservate, ha detto nei giorni scorsi che l'archivio era suo personale e derivava da fonti aperte.
Oggi, il ministro della Giustizia Clemente Mastella e quello delle Infrastrutture Antonio Di Pietro oggi hanno auspicato l'istituzione di una commissione d'inchiesta per fare chiarezza sulla questione.
In serata si è unito a loro D'Alema che, parlando alla Festa dell'Unità ha detto: "Non voglio lanciare accuse al precedente governo, però, certo, durante il precedente governo sono successe tante cose strane. E' una coincidenza?"
Berlusconi ha difeso il Sismi e il generale Pollari, "a cui non posso che rinnovare la totale ed incondizionata stima e fiducia, hanno sempre agito con assoluta correttezza e lealtà nel rispetto della legge e dei principi costituzionali".
Certo è, prosegue l'ex-premier nella nota con riferimento ai dossier "che la Presidenza del Consiglio mai è stata posta a conoscenza di tale attività. Di talché qualsiasi illazione o contraria indicazione sul punto non potrà che trovare una ferma risposta con conseguenti azioni giudiziarie in tutte le sedi competenti".
In una risoluzione approvata mercoledì scorso all'unanimità, il Consiglio superiore della magistratura sostiene che fu il Sismi di Pollari, e non un settore deviato dei servizi, a spiare tra il 2001 e il 2006 una serie di magistrati italiani ed europei e le associazioni di riferimento nell'ambito di un progetto che puntava a garantire la stabilità del governo Berlusconi.
Pollari ha respinto le accuse sostenendo che il Sismi non ha mai svolto attività non consentite.
Oggi, il ministro della Difesa Arturo Parisi ha convocato l'attuale direttore del Sismi Bruno Branciforte per fare il punto sul caso.
CERTO, POSSIAMO CREDERE A QUELLO CHE CI RACCONTA BERLUSCONI, OPPURE POSSIAMO PENSARE CHE NON POTEVA NON SAPERE.
OVVERO APPLICARE LO STESSO PRINCIPIO CHE SBANDIERIAMO TUTTI I GIORNI SUI CASI TELECOM (TRONCHETTI E QUINDI L'INTER NON POTEVANO NON SAPERE), SULLA CONDANNA DI GALLIANI (NON POTEVA NON SAPERE CIO' CHE FACEVA MEANI), SU CARRARO ECC...
STRANO PERO' CHE PROPRIO DURANTE IL GOVERNO BERLUSCONI (L'UOMO CHE PIU' DI CHIUNQUE ALTRO SI E' SCAGLIATO CONTRO I MAGISTRATI) SI SIA AVVAIATA L'OPERA DI SPIONAGGIO AI DANNI DEGLI STESSI...
FINO A PROVA CONTRARIA (PRINCIPIO CHE VALE PER TUTTI) , SIAMO TUTTI INNOCENTI... VEDREMO GLI SVILUPPI DELLA VICENDA
mercoledì 11 luglio 2007
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

Nessun commento:
Posta un commento