Ramon Calderon, presidente del Real Madrid, si è detto pronto a sborsare 80 milioni di euro pur di realizzare l'affare Kakà. Cifra astronomica mai spesa per un giocatore di calcio, ma che secondo il presidente del Real può essere considerata fattibile per i ricavi che ne porterebbe. Infatti, ormai non è un segreto, in Spagna vigono tassazioni molto più vantaggiose rispetto all'Italia, ma soprattutto i grandi club spagnoli hanno saputo differenziare in maniera ottimale i ricavi, che non arrivano come dall'Italia solo dalle Tv. Comunque anche in Spagna la cifra desta stupore, a tal punto che si è scomodato uno studio coordinato da Francesc Pujol, professore di Scienze economiche e imprenditoriali all'Università di Navarra, in Spagna. Lo studio condotto da illuminati accademici, al termine dei lavori ha indicato che la quotazione giusta per portare Kakà dal Milan al Real Madrid è di 55 milioni di euro.
La stima è basata sul rapporto tra il peso mediatico del calciatore e il suo valore effettivo. Calcoli complicatissimi, ma non forse meno logici di quelli effettuati da Fifa e Uefa per stabilire il racking fra i club o nazionali...
Sulla valutazione, comunque, influiscono anche altri fattori: l'importanza dei club coinvolti nell'affare, l'età e la nazionalità del giocatore.
Sulla valutazione, comunque, influiscono anche altri fattori: l'importanza dei club coinvolti nell'affare, l'età e la nazionalità del giocatore.
Pronta la replica del Milan che, come si legge sul sito rossonero, oltre a ribadire l'incedibilità di Kakà, ha risposto ai docenti spagnoli con uno seccato: "Non siamo mica a Ok, il prezzo è giusto!".
Continua così questa diatriba a distanza fra Milan e Spagna.
L'unica società a rimetterci sembra però lo stesso Milan, che denota ancora una volta un certo nervosismo sulla questione Kakà.
Il giocatore, non esente da colpe nella vicenda (potrebbe tranquillamente evitare fotografie pro Real, cene con dirigenti Madridisti e continue richieste di aumento d'ingaggio perchè al Real ne offrono di più...), potrebbe forse mettere la parola fine alla stessa, ribadendo con i fatti e non con ammiccamenti che la sua intenzione è quella di rimanere al Milan.
Infatti il nervosismo in casa Milan è dovuto proprio a questa insicurezza dimostrata dal giocatore, che da una parte vorrebbe anche rimanere, ma dall'altra è tentato da un ingaggio faraonico e dall'attrazione innata che hanno tutti i brasiliani per il Real Madrid...
Anche se poi ci viene il dubbio che il Milan si sia arrabbiato più per la possibilità prospettata di incassare meno soldi (55 invece che 80) che per l'ennesimo accostamento di Kakà al Real.
Continua così questa diatriba a distanza fra Milan e Spagna.
L'unica società a rimetterci sembra però lo stesso Milan, che denota ancora una volta un certo nervosismo sulla questione Kakà.
Il giocatore, non esente da colpe nella vicenda (potrebbe tranquillamente evitare fotografie pro Real, cene con dirigenti Madridisti e continue richieste di aumento d'ingaggio perchè al Real ne offrono di più...), potrebbe forse mettere la parola fine alla stessa, ribadendo con i fatti e non con ammiccamenti che la sua intenzione è quella di rimanere al Milan.
Infatti il nervosismo in casa Milan è dovuto proprio a questa insicurezza dimostrata dal giocatore, che da una parte vorrebbe anche rimanere, ma dall'altra è tentato da un ingaggio faraonico e dall'attrazione innata che hanno tutti i brasiliani per il Real Madrid...
Anche se poi ci viene il dubbio che il Milan si sia arrabbiato più per la possibilità prospettata di incassare meno soldi (55 invece che 80) che per l'ennesimo accostamento di Kakà al Real.

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