Era arrivato in pompa magna e ora rischia di andarsene quasi sottovoce.
E' questo il destino di uno degli attaccanti più promettenti del calcio nostrano?
Alberto Gilardino, nato il 5 luglio 1982, per esattezza, una settimana prima di un altro grande talento del nostro bel Paese, Antonio Cassano. Coincidenze?
Infatti, come per l
o stravagante Antonio, anche Alberto ha avuto il suo exploit, ha avuto mezza europa sulle sue traccie e ora si ritrova accantonato nel suo club.
Certo, Alberto fino ad ora ha avuto più fortuna, o semplicemente più inteligenza, o forse è stato più tutelato dal suo club.
Ma di certo, è stato accantonato.
Già dal suo acquisto qualcosa non quadrò. Il Milan spese 24 milioni di euro per il più promettente attaccante del nostro campionato, ma avendo già in squadra Shevchenko e Inzaghi cercò di tutelarsi con la presenza ingombrante di Vieri.
Certo, le prestazioni del Bobo nazionale non decretarono la bocciatura di Gilardino, anzi, gli diedero la possibilità di giocarsela. Ma sicuramente lasciarono in lui un dubbio: "Ma contano davvero su di me?".
Infatti appena Pippo Inzaghi accennava ad un minimo di forma fisica veniva schierato titolare e Sheva non si discuteva.
Ma era la prima stagione. Tutto sommato positiva. Magari non vissuta da protagonista, ma sotto il profilo realizzativo più che buono.
La seconda stagione, ovvero quella attuale, ha invece lasciato un profondo segno in Gilardino.
Non c'era più Vieri, non c'era più Sheva, c'era Inzaghi a metà servizio e Oliveira catalogato come U.F.O. eppure questa è stata la stagione peggiore per Gilardino.
Tante panchine, una champions vissuta più in panchina che in campo, uno score realizzativo peggiore rispetto al primo anno, l'arrivo di Ronaldo, il coinvolgimento nello scandalo Vallettopoli, le continue voci di mercato (prima alla Juve, poi all'Inter), l'insistente tam tam mediatico dell'a.d. Galliani e del presidente Berlusconi sull'arrivo sicuro di una nuova punta e la ritrovata verve realizzativa di Inzaghi.
Insomma, se servono 3 indizi per fare una prova, qui ci troviamo di fronte alla sicurezza.
Gilardino, tramite il suo procuratore, sta sondando il terreno alla ricerca di acquirenti. Ovviamente gli acquirenti non mancheranno, ma le quotazioni non potranno mai essere, neanche lontanamente vicine ai 24 milioni spesi dal Milan due stagioni fa.
Quindi cosa fare? Cosa farà il Milan? Sicuramente non commetterà l'errore della passata stagione. Ovvero vendere Sheva e rimpiazzarlo con un U.F.O.
Quindi non ci resta che attendere l'acquisto del nuovo attaccante del Milan per poi scoprire la prossima destinazione dell'ennesima promessa del calcio nostrano.
Non facendoci deviare dall'informazione, sicuramente abile ma anche insabbiante, intrapresa dal Milan... Infatti, noi non facciamo parte del loro pacchetto giornalistico e non vogliamo chiuderci gli occhi per non vedere che, anche nella squadra campione d'europa, ci sono (e non pochi) giocatori scontenti e desiderosi di emigrare in altri lidi. Ha iniziato Kaladze, ora è il turno di Gilardino e prossimamente?
Sperando che la fortuna di Gilardino sia migliore di quella di Cassano.
E' questo il destino di uno degli attaccanti più promettenti del calcio nostrano?
Alberto Gilardino, nato il 5 luglio 1982, per esattezza, una settimana prima di un altro grande talento del nostro bel Paese, Antonio Cassano. Coincidenze?
Infatti, come per l
o stravagante Antonio, anche Alberto ha avuto il suo exploit, ha avuto mezza europa sulle sue traccie e ora si ritrova accantonato nel suo club.Certo, Alberto fino ad ora ha avuto più fortuna, o semplicemente più inteligenza, o forse è stato più tutelato dal suo club.
Ma di certo, è stato accantonato.
Già dal suo acquisto qualcosa non quadrò. Il Milan spese 24 milioni di euro per il più promettente attaccante del nostro campionato, ma avendo già in squadra Shevchenko e Inzaghi cercò di tutelarsi con la presenza ingombrante di Vieri.
Certo, le prestazioni del Bobo nazionale non decretarono la bocciatura di Gilardino, anzi, gli diedero la possibilità di giocarsela. Ma sicuramente lasciarono in lui un dubbio: "Ma contano davvero su di me?".
Infatti appena Pippo Inzaghi accennava ad un minimo di forma fisica veniva schierato titolare e Sheva non si discuteva.
Ma era la prima stagione. Tutto sommato positiva. Magari non vissuta da protagonista, ma sotto il profilo realizzativo più che buono.
La seconda stagione, ovvero quella attuale, ha invece lasciato un profondo segno in Gilardino.
Non c'era più Vieri, non c'era più Sheva, c'era Inzaghi a metà servizio e Oliveira catalogato come U.F.O. eppure questa è stata la stagione peggiore per Gilardino.
Tante panchine, una champions vissuta più in panchina che in campo, uno score realizzativo peggiore rispetto al primo anno, l'arrivo di Ronaldo, il coinvolgimento nello scandalo Vallettopoli, le continue voci di mercato (prima alla Juve, poi all'Inter), l'insistente tam tam mediatico dell'a.d. Galliani e del presidente Berlusconi sull'arrivo sicuro di una nuova punta e la ritrovata verve realizzativa di Inzaghi.
Insomma, se servono 3 indizi per fare una prova, qui ci troviamo di fronte alla sicurezza.
Gilardino, tramite il suo procuratore, sta sondando il terreno alla ricerca di acquirenti. Ovviamente gli acquirenti non mancheranno, ma le quotazioni non potranno mai essere, neanche lontanamente vicine ai 24 milioni spesi dal Milan due stagioni fa.
Quindi cosa fare? Cosa farà il Milan? Sicuramente non commetterà l'errore della passata stagione. Ovvero vendere Sheva e rimpiazzarlo con un U.F.O.
Quindi non ci resta che attendere l'acquisto del nuovo attaccante del Milan per poi scoprire la prossima destinazione dell'ennesima promessa del calcio nostrano.
Non facendoci deviare dall'informazione, sicuramente abile ma anche insabbiante, intrapresa dal Milan... Infatti, noi non facciamo parte del loro pacchetto giornalistico e non vogliamo chiuderci gli occhi per non vedere che, anche nella squadra campione d'europa, ci sono (e non pochi) giocatori scontenti e desiderosi di emigrare in altri lidi. Ha iniziato Kaladze, ora è il turno di Gilardino e prossimamente?
Sperando che la fortuna di Gilardino sia migliore di quella di Cassano.

1 commento:
1) Kaladze nn ha manifestato nulla,è stato solo frainteso, tant'è che ha rinnovato il contratto. Per quanto riguarda gilardino mi dispiacerebbe una sua eventuale cessione,però nel milan come in tutte le grandi squadre c'è molta concorrenza e nn si può pretendere di essere sempre titolari.Il milan disputerà più di 60 partite e il turn over è necessario.Considerando poi che ronaldo si rompe 1 volta ogni 4 partite e inzaghi(per quanto bravo) ha 34 anni.Insomma,secondo me dovrebbe rimanere,perchè poi è un signor attaccante e dopotutto toni è esploso a 28 anni
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